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Wednesday, October 13, 2010

Latte Liberals, Dunkin Democrats & Co.

"DO AS I SAY, NOT AS I DO"
In America si dividono tra Latte Liberals (o prima) Limousine Liberals Vs. i Dunkin Democrats. Non sono sicura quando i Latte Liberals abbiano rimpiazzato gli Champagne Socialist, comunque, poco importa. Tutti sono appellativi che stanno ad indicare, sbeffeggiandolo, il sinistroide benestante che si fa portavoce dei poveri e degli oppressi, conducendo altresì una vita tra lusso, agi e ricchezza. I finti comunisti, insomma. I nemici del popolo, o, come si dice adesso, della pancia del Paese. "Quelli che predicano bene ma poi razzolano male". I Radicalchic a Stelle e Strisce si dividono in: Latte Liberals che sono quelli che vanno da Starbucks - notoriamente da ricchi, in quanto un caffèlatte o 'latte' che dir si voglia, costa 4 dollari (a Manhattan)- e quelli che il 'latte' lo prendono da Dunkin Donuts (notoriamente low-cost: dove un 'latte' costa 3 dollari, 1 dollaro in meno rispetto a Starbucks) Loro sono i democratici quelli veri: i Dunkin Democrats, appunto. 


I Latte o Limousine Liberals solitamente li riconosci perchè dicono e poi fanno le seguenti cose: Sostengono il controllo delle armi, e vanno a giro circondati da guardie del corpo armate fino ai denti. Dicono alla gente di usare i mezzi pubblici per ridurre i consumi di petrolio e l'inquinamento e viaggiano a bordo di jet privati e fiammanti SUV. Si uniscono a organizzazioni animaliste come PETA perché uccidere gli animali è sbagliato però indossano cinture, scarpe di cuoio e pellicciotti vaporosi- preferibilmente di specie in estinzione.


 In Italia il RadicalChicismo è invece frequentare la spiaggia di Capalbio - affollata di politici e ideologi di sinistra, è l'I-Phone con la suoneria di Bella Ciao, è il petroliere che gira in bicicletta o in auto elettrica. In Austrialia, un termine equivalente è "Chardonnay Socialists" (il vino è importante), mentre in Francia è "Gauche Caviar" (Sinistra al Caviale) - tra parentesi è in uscita una Histoire de la gauche caviar di Laurent Joffrin. In Scandinavia vengono sfottuti come banda di "Socialisti del Vino Rosso" in Gran Bretagna li chiamano "Champagne Socialist". Ma comunque li si voglia chiamare l'accezione originale rimane quella coniata dal giornalista Tom Wolfe nel giugno 1970 sulle pagine del New York Magazine.

Tuesday, October 12, 2010

Il Radicalchic-ismo

Radical Chic!


"Di questi tempi chiunque dica cose neanche di sinistra, solo un pò umanitarie, ecocompatibili, non razziste e non omofobe, o di semplice buonsenso sul decoro urbano viene bollato così" - con queste parole Maria Laura Rodotà, scriveva su Style Libero qualche settimana fa. Al momento dell'uscita di questo articolo - esilarante articolo a mio giudizio- mi trovavo ancora in Italia, a Roma, sigillata nel POD di Sky tg24 - precisamente al turno dell'alba (eh...bei tempi!) a fare macchie-testacoda-titoli-profile-montarefintilive. Mi ero ripromessa di bloggarci. Lo faccio adesso.

L'accusato di Radicalchic-ismo fa quasi sempre parte del ceto medio riflessivo- continua Rodotà- composto oramai da gente impoverita. E dai loro figli spesso plurilauerati e straprecari, appunto.
Poi c'è una minoranza antipatica (parecchi di quelli che conosco sono antipatici in effetti) che più che dedicarsi all'impegno civico, stanno tra loro rivendicando pedigree intellettuali e/o familiari (e, si dice a Roma, sò i peggio). Il Radical chic benestante si mostra poco e ha costumi, per molti, noiosi. Consumi culturali modello Corazzata Potemkin, vacanze in isole scomode o case in campagna dove molti si sparerebbero. Fa anche cose da veri ricchi, sì: però va ospite. E su barche e attici milionari dice cose politicamente correttissime. Poi ci sono i Radical chic elitisti, (la maggior parte) che sono isolati: mangiano slow food e viaggiano low cost. E il loro isolamento è un guaio: sociale e pure economico. Perchè sono una minoranza qualificata, preparata, creativa. Che cerca di andare in giro, di leggere, di discutere: di farsi venire, ancora, qualche idea.