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Wednesday, June 22, 2011

Chez-Amie: Green Tea & Tangerine



Homemade Detox Green Tea with Tangerine and Fresh Mint. An Afternoon with my inspiring friend and neighbor, art director Amie Lin at her loft in Williamsburg. 


Thè Verde Disintossicante alla Menta e Mandarino. Oggi, ho passato il pomeriggio in compagnia della mia cara amica e vicina di casa Amie Lin, che di professione è Art-director, nel suo loft di Williamsburg, dove abbiamo preparato il thè purificante di Oprah Winfrey in vista di una settimana a regime rigorosamente Alcool-Free (!) Nel loft di Amie regnano sovrani libri di fotografia e manuali di Adobe, la sua bicicletta, quadri work-in-progress, cornici, piante appese al soffitto, ceste di frutta e verdure biologiche.



Casa di Amie è un tipico Loft di Brooklyn: Eco-Friendly ed Eco-Sostenibile.


Adoro questo dettaglio delle cornici, il turchese e l'oro insieme mi sono sempre piaciuti tantissimo.
Ma torniamo al Thè Disintossicante, ecco cosa occorre per la preparazione:

Seguendo alla lettera la ricetta originale servirebbero due Mandarini da fare a fette- anche se adesso non essendo proprio stagione potete tranquillamente sostituirli con un'arancia.  


qualche foglia di Menta Fresca da pesticciare


Un cucchiaione di Agave. Mezzo limone. 3 bustine di Thè Verde. 
Ghiaccio. Un congelatore. 


Fate bollire una tazza d'aqua e versatela in una bella bottiglia panciuta, aggiungete 3 bustine di thè verde. Lasciate in infusione per almeno 10 minuti. Aggiungete l'Agave. Pesticciate la menta, tagliate a fette i mandarini o l'arancia che aggiungerete al thè nella bottiglia. Versate acqua fredda e ghiaccio fino all'orlo. Adesso nel congelatore per almeno una ventina di minuti. 

 
 Servire nei bicchieri aggiungendo una foglia di menta


Make sure di servirlo bello ghiacciato


mmm...enjoy! 

Monday, May 16, 2011

New York Apartments

Qualche settimana fa mi è capitato di leggere un articolo sugli appartamenti celebri di NewYork, quelli dove sono state girate serie televisive di successo o film rimasti nella storia. L'articolo di Dan Kois citava indirizzo, numero civico, piano e campanello della maggior parte degli appartamenti newyorkesi dove sono stati girati i miei movies preferiti. Posti familiari dove sono entrata tante volte, posti che 'conosco' benissimo ma che non pensavo avrei mai visto di persona, perché appartenenti nella mia testa ad un mondo fantastico, che esiste solo quando premi play sul telecomando.

'Colazione da Tiffany' (1961) Holly Golightly: 167 East 71st Street, Apt. 2

'Come sposare un milionario' (1953) : 36 Sutton Place South 

 ‘Attrazione Fatale' (1987) : 675 Hudson Street, sesto piano

 'L'Avvocato del Diavolo' (1997) : 1107 Fifth Avenue

'I Robinson' (1984–1992) : 10 Stigwood Avenue, Brooklyn

'Black Swan' (2010) Erica e Nina Sayers: Upper West Side

'Friends' (1994-2004) Rachel Green: 90 Bedford Street, Apt 20

 ‘American Psycho' (2000) : 55 West 81st Street, undicesimo piano

'Seinfeld' (1990-98) Jerry Seinfeld: 129 West 81st Street, Apt 5A

'Taxi Driver' (1976) Travis Bickle: Indirizzo sconosciuto

‘Sex and the City' (2008) Big e Carrie Bradshaw: 1010 5th Avenue

Con mio grande stupore invece, sono passata davanti a ciascuno di questi posti centinaia di volte. Ci sono passata e ripassata, ho fatto colazione nel Caffè accanto al portone di Jerry Seinfeld e ho visto una mostra di fotografie nel palazzo di fronte a Holly Golightly. Pertanto, nonostante oggi piova a dirotto ti perdono NYC. Proprio perché quando meno me lo aspetto riesci a regalarmi delle grandi gioie. 

Monday, November 29, 2010

Non sempre ti amo, New York

New York City can be tough sometimes, and she might try to bring you down. She’s going to try many times. With the endless lines, the outrageous prices, the constant sirens and honking horns, the shops, restaurants, offices that are open 24 hours a day, the cab drivers always chatting on the phone and suddenly off duty or busy whenever it’s raining, snowing or hailing. And then the lights, those lights that are always on, and sometimes you just wish you had a switch to turn off the whole city for a minute or two. People walking fast while eating, typing on their Blackberries, sipping lattes from their Starbucks cups. People running, because you've got to run here not to be left behind. And it happens, because it will happen, that you feel cold and helpless, left out and abandoned. And then, there's one thing that NYC does to perfection: she makes you feel that you don’t make enough money. Even though you work like a dog to afford living in this place, the money will never be enough. Still, there are days where you wouldn’t want to be anywhere else on the planet. Those are the days when the rest of the U.S. turns Tea Party-red, while NYC stays Blue, the evenings when you need a last-minute wax at 3am, the days when Andrew Cuomo wins against Carl Paladino. Those October afternoons in Central Park when leaves turn autumn red, or the mornings in January when your front door is blocked by an immaculate wall of white snow. The hours you spend writing at a table of the “Pick Me Up" cafè  inspired by the people walking down the street. It's the day you realize that Sex & the City is so much nonsense and you open up your eyes and see the wonders that take place here. People still read books! And when someone bumps into you on the street, they smile at you, and then say sorry. Everything is always on time, splitting the second. When your meet someone’s eyes strolling down the street they wish you a good day! I love New York for many reasons: for the burgers at PJ Clarke's, for the deliveries 24/7, for the chess matches at Bryant Park and the exhibitions at the ICP. Because here almost everyone is gay, because with one train stop from Brooklyn I’m in Manhattan, because I can buy tacos in the middle of the night at the deli downstairs. Not long ago someone told me that after two years living in the City you become a New Yorker. I think I can call this town my own.




New York City può essere un osso duro a volte. E spesso ci prova, a schiacciarti sotto al suo peso mastodontico. Con quelle code infinite, il costo spropositato che ha QUALSIASI cosa, le sirene, i clacson, i negozi e gli uffici aperti 24 ore su 24. I tassisti che chiacchierano al telefono in ostrogoto e quando piove, nevica o grandina sono tutti stra-pieni, e poi le luci, che sono sempre accese e a volte vorresti solo avere un interruttore sotto mano per spegnere un istante tutta la città. La gente che cammina velocissimo e contemporaneamente mangia, scrive sul Blackberry, in mano i bicchieroni di Starbucks. La gente che qui corre, perchè bisogna correre per non rimanere indietro. E capita- perchè capita- di sentirsi soli e infreddoliti, indifesi e abbandonati. E poi c'è una cosa che NYC riesce a fare a regola d'arte: farti sentire che non hai abbastanza soldi. Anche se lavori come un somaro per permettertela, questa benedetta New York City. I soldi non bastano MAI.
Ci sono dei giorni però, in cui allo stesso modo non vorresti essere in nessun altro posto del pianeta. Sono i giorni in cui il resto degli Stati Uniti si tinge di rosso e di Tea Party, mentre qui rimane tutto Blu. Sono le serate in cui necessiti una ceretta last- minute alle 3 del mattino, i giorni in cui Andrew Cuomo vince contro Carl Paladino. I pomeriggi di Ottobre in cui le foglie di Central Park si colorano d'autunno, o le mattine di Gennaio in cui il portone di casa è bloccato da una muraglia di neve immacolata. Sono le giornate che trascorri tranquillo a un tavolino del Pick-me up, intento a scrivere per ore- ispirato dalla gente che cammina per strada. E' il giorno in cui capisci che Sex & the City è solo un mucchio di stronzate. Quindi, spalanchi gli occhi e vedi le meraviglie che accadono in questa città, come il fatto che qui la gente legge ancora libri: in metropolitana, durante il viaggio, nella sala d'attesa del dottore. E quando qualcuno ti urta per strada ti viene chiesto scusa. Tutto è sempre in orario, spacca il secondo. E se per strada incroci lo sguardo di due occhi che non conosci ti viene augurato un good day! Io amo New York per mille motivi: per i burgers di PJClarke's, per i delivery 24/7, per gli scacchi a Bryant Park, per le mostre all'ICP. Perchè son quasi tutti gay, perchè con uno stop da Brooklyn sono a Manhattan, perchè posso comprare sapone per piatti alle 4am al deli sotto casa. Poco tempo fa qualcuno mi ha detto che dopo due anni che vivi nella City diventi un newyorker. Bè, credo che ormai questa sia davvero la mia città.