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Wednesday, November 9, 2011

Sarò una Million Dollar Baby

 
Stasera vincerò la lotteria, me lo sento. Stavolta vinco e non scherzo, non lo dico tanto per dire. Ho 3 quickpicks e un presentimento: son certa, anzi certissima che vincerò, stasera tocca a me. Domani perciò siete tutti miei ospiti, offro cena e drink a tutto il quartiere, ad amici e conoscenti e perché no...anche ai miei nemici- che crepino d'invidia, quei maledetti! Una volta incassato il malloppo prima cosa che faccio, mi compro casa a NYC- basta con questi affitti succhiasangue- e poi, bella come il sole parto per un viaggio di mesi e mesi a zonzo per il pianeta. Vado a fare la zingara, mi improvviso avventuriera, zaino in spalla.. hop, hop! a spasso per il mondo me ne vado...prima tappa Shanghai, o Bankok, o il Cairo ma anche Gaza...oppure Portogruaro... mbè che c'è? è bellissima Portogruaro. In sunto (come diceva Padre Dentico, il mio professore del liceo) il punto è questo: bisogna esser convinti delle cose che si vuole. Convintissimi. Si, perché da quando son diventata buddista una cosa ho imparato: bisogna crederci fino in fondo nei propri sogni, crederci fermamente senza dubbi né incertezze, sapere che accadranno perché così si è deciso. Punto. Infatti se davvero lo desideri con tutto il cuore, i polmoni, la cassa toracica e pure gli alluci dei piedi il desiderio si esaudirà. Attenzione però, la prospettiva non deve essere quella dello "speriamo che". Speriamo che...non piova, speriamo di...rimorchiare stasera, speriamo che...mi inviti a cena. La filosofia deve essere questa: Allora cosa ordino per cena che ho una fame da lupi. Oppure: Sembra che stia per diluviare ma chissene, esco di casa senza ombrello. E ancora: Quale completino sexy mi metto per rimorchiare stasera? Meglio quello nero o quello rosso? hmm, quello nero. (Niente bianco per carità, fa educanda).
Ma torniamo al mio giro del mondo. Pensavo a questo punto, visto che sarò milionaria mi conviene prendere un jet privato, no? perché badare a spese. In fondo gli zaini son così scomodi e pesanti..e poi l'avventura è divertente finché dura poco (come il gioco, diceva mia madre). Dunque è deciso, qualche giorno di avventura e poi in sella al mio jet, party e tramezzini, champagne a fiumi e pure un diggei (diggei, non DJ). Balli, sesso, droga e rock 'n roll... infine, ubriaca e felice me ne scappo nientepopodimenoche su un'isoletta della Polinesia, servita e riverita in una suite a cinque stelle a fumare narghilè. Mi sembra un piano perfetto. E già che ci sono quando torno in città mando anche a fanculo il mio lavoro di giornalista freelance. Giornalista freelance a New York. Uau! detto così sembra quasi figo. Ma non fatevi infinocchiare, puzza di di precariato e di Co.co.co, Co.co.pro, Co.co.di.quà e Co.co.di.là. Co.co.che? Coccodè. Pensate che c'è anche gente che m'invidia.
Dico, MA SIETE PAZZI? Vita di stenti!

Monday, November 7, 2011

Creativi - Tea

La mia ratio scrittura- cazzeggio ha un rapporto pari uno a sette.
In pratica per ogni otto ore di scrittura c'è solamente un'ora produttiva- di lavoro effettivo. Le altre sette ore sono di diciamo "preparazione" alla scrittura e includono il vagare per casa senza meta né sosta, fare la raccolta differenziata di carta e cartone, leggere ogni contenuto extra di qualsiavoglia cd o dvd mi capiti sotto mano nonché le note a piè di pagina del New Yorker. Guardarmi su Youtube neonati che ballano "Single Ladies" (a proposito, questo è in assoluto il mio preferito) e molto importante organizzare snacks e biscottini per quando arriverà il momento di scrivere. Questo quando scrivo a casa, sdraiata sul mio divano (vedi questo post).


Quando vado a scrivere al mio cafè la cosa funziona diversamente. Questi i passaggi: arrivo al cafè, ordino un thè, trovo il mio tavolino e apro il MacBook, individuo la presa della corrente, controllo e rispondo ad alcune emails, sorseggio il thè, mi rendo conto di aver fame e di aver voglia di cookies, ordino i cookies, controllo gli iPad su ebay- perché non riesco a mettermi a scrivere mentre mangio i cookies, apro quindi una pagina bianca su Pages, scrivo il titolo, mi rendo conto che il mio thè è diventato freddo e che ho bisogno di un'aggiunta di acqua bollente, controllo su Wikipedia qualche fatto o data esco a parlare al telefono con mia mamma, quindi rientro per poi scrivere qualcosa, facendo una pausa per controllare se qualcuno ha upload-ato qualcosa di interessante su tumblr o twitter, rapida ricerca di ogni singolo blog che leggo, ho mai letto o pensato di leggere, altra controllatina a tumblr per poi scrivere, infine, qualcos'altro.