Il Natale è già arrivato a New York City, ad ogni angolo
di strada ci sono abeti in vendita, arrotolati in quella rete che li fa
stare composti ed ordinati, uno accanto all'altro. A New York City è
arrivato il Natale e lo capisci subito passeggiando per strada perché
ogni negozio è addobbato di bianco, oro e argento, l'aria è fredda e
immobile e profuma di pino, mandarini e chiodi di garofano. Natale è un
momento incantato a New York, si respira nell'aria, i fiocchi rossi e le
ghirlande fanno comparsa sulle porte dei vicini, le vetrine lucide e
scintillanti. Ieri sera a Rockefeller Center hanno illuminato il
gigantesco albero accanto alla pista da pattinaggio, che ha preso vita
tra mille luci colorate. Noi lo abbiamo guardato in diretta in
televisione mentre Ballerina sonnicchiava sul divano e io preparavo una
crostata di mele e cannella. Mi piace il Natale a New York City, mi
piace quando il freddo per strada ti colora di rosso le guance mentre
cammini controvento, imbacuccato nel cappotto e la sciarpona di lana col
cappello ben calato sulle orecchie e ti viene voglia della cioccolata
calda di Jacques Torres e del fuocherello caldo nel caminetto. E' il
primo Natale da quando abito a New York che non nevica, nemmeno un
fiocco è caduto sui tetti e anzi oggi il cielo è limpido come sa essere
limpido solo d'agosto. Fa un gran freddo pero'. A Williamsburg il
primo segno che il Natale è arrivato sono i bambini del kindergarten su
S3rd street e Wythe che arrivano al parchetto sotto casa mia
canticchiando i Christmas carrols. Camminano in fila indiana da scuola,
dietro la maestra, tenendosi per
mano come soldatini, nell'altra manina stretto-stretto un
candy cane
mentre canterellano a bocca piena:
Jingle Bells, Jingle Bells
Jingle all the way...
Natale è arrivato a Williamsburg quando l'uomo delle caldarroste si apposta all'angolo di Berry Street, proprio dietro casa mia. Si chiama Mr. McBurtnett ed ha la pelle del colore del caffè buono con tanto latte dentro. Prende una ad una le castagne da cuocere e le incide col suo coltello smussato, disegnando sul guscio piccole croci prima di buttarle sulla brace e coprirle col coperchio. Mi ricordo che qualche anno fa quando abitavamo nel Lower East Side, su Orchard street e Broome, non funzionava il riscaldamento in casa per le feste. Era una delle prima volte che passavo il Natale lontana dalla mia famiglia e avevamo fatto provvista di cibarie da
Di Palo's perché
Eataly non esisteva ancora. Tortellini, formaggi, vino rosso, dolci, mi ricordo che avevo comprato le verdure e il pollo intenzionata a farci il brodo. Il nostro era uno di quei palazzi vecchi vecchi e il riscaldamento era ancora a gasolio. Il landlord però si era dimenticato di fare scorta di gasolio e quell'anno nevicava, eccome se nevicava, ma nessuno ci voleva portare il gasolio durante le feste. Mi sembra ieri che parlavamo infreddoliti, cercando di ridere sulla comicità della situazione e ci usciva il fumo dalla bocca che saliva su in alto per i 15 piedi di soffitto disegnando piccoli vortici nell'aria. Mi ricordo che stavo a letto col piumino sotto alle coperte e mi tenevo Ballerina sui piedi, tipo stufetta calda. E' stato un Natale che non mi dimenticherò mai, perché non avevo mai avuto freddo in quel modo prima di allora e alla fine eravamo talmente congelati che siamo scappati in albergo- uno dei pochi che aveva una camera libera e accettava quattro zampe. Quando finalmente il riscaldamento riprese a funzionare Natale era passato, le verdure erano tutte ammuffite nel frigorifero e i tortellini secchi, così il brodo decisi che lo avrei fatto l'anno dopo. Quest'anno invece, il Natale lo passerò con la mia famiglia a Firenze, in Italia, a casa mia. Non ci saranno problemi di riscaldamento e non dovrò preoccuparmi di preparare da mangiare; soprattutto so che non mancheranno tanti regali sotto l'albero. Sarà uno dei tradizionali giorni di Natale a casa Poli, con la tavola imbandita e la tovaglia rossa e oro, i calici d'argento, il tacchino ripieno e i piatti di bone china (come piacciono a mia mamma). Qualcosa mi dice che questo Natale me lo godrò molto più di ogni altro. Qualcosa mi dice che il brodo avrà un sapore delizioso e il tacchino sarà buono come mai ne ho assaggiati prima. Qualcosa mi dice che guarderò le belle cose che mi circondano con occhi diversi, che farò lunghi sonni nel lettino da bambina, nella mia cameretta al secondo piano. Quest'anno so che vivrò il Natale con uno spirito diverso perché ho imparato a guardare le cose con occhi diversi, perché IO sono diversa. Più saggia, più sicura di me, più forte e più grata. Perché oggi non sono più una bambina ma una donna, che sta per compiere trent'anni (!)